2006-2010

Mustica Tower, Tecno pitture

Il 2006 è un altro anno essenziale nell’evoluzione di Mustica verso il design e l’architettura, per la sempre più pressante necessità di includere lo spazio fisico nella propria ricerca, in cui si è sempre confrontato con la meccanica, l’ingegneria, l’architettura. L’inserimento nei lavori dei movimenti di rotazione e traslazione conduce alla Mustica Tower.

In questo periodo, in occasione della mostra alla Bury Art Gallery & Museum, Manchester, l’artista comincia a chiamare i suoi dipinti tecno pitture[i].

[i] Helmut Herbst, Simultaneità dinamiche del tempo in Richard Burns, Jacqueline Ceresoli, Helmut Herbst (ed.), op. cit., p. 38

Eventi Artistici

2006

Anish Kapoor presenta The Cloud Gate al Millennium Park di Chicago.

Martin Creed installa Work No. 560 sul Palazzo dell’Arengario, Milano.

Apre al pubblico Palazzo Grassi, su progetto di Tadao Ando, sede della Pinault Collection a Venezia.



Pittura Infinita

Nel 2006, in collaborazione con MotorPower Company, progetta e realizza Infinite Painting, una colonna di circa quattro metri a base rettangolare, segmentata in piani che ruotano e traslano intorno al nucleo centrale: questo movimento di trasformazione incessante è, secondo Mustica, Pittura infinita. Si tratta infatti di otto parallelepipedi colorati, rappresentanti ciascuno su ognuno dei quattro lati la pittura di Mustica, collocati in una vasca d’acqua che li riflette e li moltiplica ulteriormente.

L’irrazionale artistico e la logica ingegneristica si incontrano e da questo momento evolveranno insieme per consolidare la poetica dell’artista.[i]

Questa ricerca viene approfondita nel progetto di Mustica Tower, che consiste in un complesso meccanismo di traslazione e rotazione generato da un algoritmo genetico, il cui meccanismo è concepito e brevettato con uno studio ingegneristico. Mustica Tower è una sorta di verifica delle capacità dell’artista di governare le regole del campo morfogenetico con l’inserimento in una contestualizzazione urbana simulata al computer, di un elemento figurativo che possa essere sia oggetto d’arte sia ipotesi di concept architettonico.

L’origine della ricerca è datata 2006 ed è composta da una serie di elementi: i due video Infinite Skylines (2006 /2007) e Mechanics (2008), grafiche e tele aventi come soggetto lo stesso grattacielo, opere tridimensionali.

[i] Elena Mor, op. cit., p. 167

Eventi Artistici

2008

Franz West realizza The ego and the Id.



Nel 2009 in occasione di Start-T. L’arte sotto le stelle, presso la Galleria Umberto I di Torino Mustica espone una sorta di modello del grattacielo, alto 6,5 metri, composto da piani in grado di ruotare su se stessi e traslare nelle quattro direzioni, ciascuno indipendentemente dagli altri. Per la prima volta, le sue forme pittoriche tridimensionali diventano non solo uno skyline in continuo cambiamento, bensì un ambiente plausibile e fruibile. È la massima espressione e approfondimento dell’indagine sulla terza dimensione.

Inserisce anche una riflessione sulla sostenibilità, perché la rototraslazione dell’edificio intorno al suo asse centrale permette la produzione e l’accumulo di energia; il movimento dei vari piani, invece, permette di seguire la luce solare a seconda delle esigenze e dei momenti della giornata. Il movimento di ogni piano è concepito come energicamente autonomo, grazie a una pala eolica e a cellule fotovoltaiche di cui è dotato.

L’approdo a Pictorial Evolutions e Mustica Tower, progetto in cui l’artista congegna il sistema di rotazione e traslazione della Tower, traduce e annuncia l’urgenza di una ulteriore concretezza dei progetti legati all’arte per edificare un futuro reale. Mustica Tower rappresenta una sintesi di questo pensiero, integrato all’idea dell’architettura come simbolo di raccolta del genere umano e di tecnologie ecosostenibili, orientato dalla luce del sole per costruire una città verticale pronta a decollare verso il cielo. II grattacielo è come un ramo spinoso o un frullatore di materiali schizzanti verso l’esterno e già percepiti in 3D Pictorial Forms.[i]

[i] Fortunato D’Amico, op. cit., p. 119

Eventi Artistici

2009

Apre al pubblico Punta della Dogana, su progetto di Tadao Ando, sede della Pinault Collection a Venezia.



11 Totems

Nel 2007 è invitato a un periodo di residenza di circa tre mesi a Bali, dove realizza un progetto per i giardini di Gaya Art Space di Ubud. Sceglie di approfondire la storia locale, il contesto, lo stile di vita, la spiritualità, le tradizioni, che fa confluire nella sua opera. 11 Totems è una installazione monumentale di 11 grandi totem, che hanno uno stretto legame con la numerologia: 6 metri di altezza per i 9 aspetti di Dio, altri 2 per la terra e il vuoto, ciascuno composto da 33 livelli per i 33 milioni di divinità presenti nel Pantheon dei Veda Indù. Le sculture sono realizzate in materiali riciclati (per esempio, la lamiera è ricavata dai barili del greggio), ciascuno scelto dall’artista per un significato: il vetro richiama la trasparenza, l’acqua la vita, il bambù la flessibilità, il legno la terra, i fiori il profumo, i tessuti i colori, il ferro la forza, la ceramica raku bianca la completezza, la ceramica raku colorata la diversità, le foglie di cocco la natura, la pietra la memoria della terra.

All’interno dello spazio espositivo, invece, Mustica sceglie di presentare una selezione di opere pittoriche, i cui titoli (Rejang Dance, 2007; Legong Dancer, 2007) danno indicazioni sul contesto di riferimento, omaggiando i movimenti dei ballerini balinesi. Dall’installazione ha origine anche una serie di grafiche digitali, di dimensioni variabili, datate 2008.

I lavori presentati nel 2008 a Torino, Novalis Fine Arts Gallery, in molti casi legati all’esperienza balinese (Tari Kecak, 2007; Leak, 2007; Putih, 2007) segnano questo momento di passaggio dalle Evoluzioni pittoriche (2000-2005) alle traslazioni rotatorie, nel tentativo di costruire una nuova architettura dello spazio.

Non si tratta soltanto di una ricerca di nuovi linguaggi digitali applicati alla pittura e alla scultura, né di un compiacimento puramente autoreferenziale, ma di un’indagine trasversale contemporanea in cui arte, architettura, tecnica ed elettronica si contaminano costantemente in una dimensione rizomatica, interconnessa con la nostra cultura informatica[i].

[i] Jacqueline Ceresoli, La traslazione della pittura, in Fortunato D’Amico, Jacqueline Ceresoli (ed.), Nino Mustica, Novalis Fine Arts Gallery, Torino 2008, pp. 32-33

Pittura solida

Nel 2009 realizza Pittura solida: una animazione digitale di contenuto simile a Mustica Tower, ma con innovazioni formali e concettuali. Dal punto di vista contenutistico, il video si struttura come narrazione in cui vengono spiegati i processi creativi dell’artista, con un livello qualitativo superiore nell’animazione e nella definizione dell’oggetto architettonico. Pittura solida è il progetto di un edificio che si basa sul passaggio ideale da pittura a scultura e da scultura ad architettura, in cui le forme organiche, fitomorfe dalle punte arrotondate delle Forme pittoriche tridimensionali prendono vita sulla superficie e nella struttura dell’edificio. Dal video hanno origine anche una serie di grafiche digitali.

Steel, Il fiore

Nel 2010, a Pietrasanta, in Piazza del Duomo e nella Chiesa di Sant’Agostino presenta Steel, una serie di sette sculture in acciaio diffuse nello spazio urbano e costituite da sfaccettature triangolari di spessore sottile. Le opere sono state realizzate da Sassoli Group a Cavenago, hanno misure differenti e superano i due metri.

Lo stesso anno a Venezia, durante la Biennale di Architettura, tra gli eventi collaterali, all’interno del progetto Culture-Nature, nel giardino di Spazio Thetis, Nino Mustica presenta Il fiore, con l’intenzione di riflettere sui concetti di paesaggio, agricoltura, energia, design, ecocompatibilità. La scultura è un’opera pluriespressiva, in cui forme, materiali, linee, segni si presentano complementari e opposti: vetro, legno, acciaio raccontano il pianeta costruito dall’uomo in contrasto o in intesa con l’ambiente. Un elemento centrale verticale sorge dal terreno e presenta, sulla sommità, un “bocciolo” color giallo, simbolo intorno a cui prendono forma i petali. I riflessi della luce sull’acciaio negli angoli e nelle superfici creano sfaccettature luminose diffuse intorno all’opera, amplificate dai led che permettono a Il fiore di illuminarsi di notte. Legno e vetro, che racchiudono il nucleo centrale, da un lato interpretano la struttura a onda in movenze fluide, dall’altro, grazie alla trasparenza, concedono piccoli squarci visivi per lo spettatore immerso nella scultura e nel parco circostante.

Eventi Artistici

2010

Marina Abramović presenta The artist is present, performance al Museum of Modern Art di New York.

Christian Boltanksy realizza Personnes al Grand Palais di Parigi.

Maurizio Cattelan installa L.O.V.E. a Milano.

Apre al pubblico a Roma MAXXI su progetto di Zaha Hadid.

La reggia di Versailles ospita Takashi Murakami.