1946-1979

Sviluppo iniziale

Nino Mustica nasce ad Adrano, in provincia di Catania, il 26

agosto 1946.

Il padre è ingegnere edile, originario di Leonforte, cittadina in provincia di Enna sulle pendici meridionali dei monti Erei a sud del monte Altesina. La madre, che appartiene a una famiglia dell’aristocrazia di Adrano, è appassionata di letteratura, musica, pittura. Ha un fratello di sei anni maggiore, Gaetano, e una sorella minore, Mariella, nata dieci anni dopo il primogenito.

Credo che la Sicilia mi abbia dato umanità e socievolezza, il piacere di stare vicino agli altri, di aiutarsi, di capire la piazza, di avere contatto con la natura e la gente, come accadeva nel piccolo paese all’interno della Sicilia dove ho vissuto da bambino. Dopo i quindici anni sono andato in città e le cose sono cambiate.[i]

A quattordici anni, lascia la casa paterna. Si trasferisce a Catania, che dista una trentina di chilometri, per frequentare l’istituto d’arte. La scelta è naturale, secondo le inclinazioni, ma sofferta, secondo il volere del padre che avrebbe voluto che Nino seguisse il suo percorso e facesse studi classici: frequenta, infatti, il liceo per un anno, ma viene bocciato.

A Catania, Nino raggiunge il fratello Gaetano, che è iscritto a Giurisprudenza, e vivono insieme in una pensione. Sono anni di ristrettezze, i rapporti con il padre sono difficili e Gaetano affianca agli studi universitari lavori saltuari per potersi permettere e concedere al fratello qualche divertimento.

Mia madre dipingeva, mio padre era un ingegnere, io volevo fare l’architetto, però dipingevo, tra l’altro i miei studi erano di indirizzo pittorico. Ho fatto l’Istituto d’Arte con Pippo Giuffrida, un buon maestro di pittura che mi ha fatto entrare dentro il significato e l’emozione del colore: un artista notevole anche se poco conosciuto, come altri che mi è capitato di incontrare e frequentare in questi primi anni di apprendimento artistico.

Ero indeciso se studiare architettura o pittura, credo nella struttura delle cose. Struttura per me significa architettura. La scienza è una ricerca importante per il mio modo di fare arte, ma sono anche molto vicino al mondo della fantasia e della fantascienza.

[i] Claudio Cerritelli, Dialogo per conoscere Mustica, in Claudio Cerritelli (ed.), Nino Mustica. Arie colorate, Mazzotta, Milano 1993,

p. 22

Eventi Artistici

1946

Viene pubblicato il Manifesto del Realismo (Oltre Guernica).

Jean Dubuffet conia il termine Art Brut.

1947

Viene pubblicato il Manifesto dello spazialismo.

Jakson Pollock dipinge Galaxy, Cathedral e Alchimia.

1948

A Milano nasce il Movimento Arte Concreta (MAC).

Nei Paesi Bassi Nasce CoBrA.

Al Black Mountain College della North Carolina, John Cage e Merce Cunningham presentano Ruse of the Meduse di Erik Satie.

1949

Al Museum of Modern Art di New York inaugura Twentieth-Century Italian Art, curata da James Thrall Soby e Alfred Barr.
Hans Hartung dipinge T 49-9.

1950

Renato Guttuso dipinge Occupazione delle terre incolte in Sicilia.

1951

Michel Tapié applica per la prima volta il termine informel.

1952

Harold Rosenberg pubblica su “Art News” il saggio American Action Painters.



(Italiano) Test

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Figurata

Nel 1964, a 18 anni, si trasferisce a Roma, per proseguire gli studi all’Accademia di Belle Arti. Studia tecniche calcolgrafiche con Mino Maccari. L’anno successivo, nel 1965 tutta la famiglia lascia la provincia e si trasferisce a Catania.

Per la verità non è stata un’esperienza esaltante, all’Accademia non ho appreso nulla se non il vivere in una città interessante come era allora Roma. Ho potuto conoscere l’arte di grandi maestri, ho visto mostre di artisti che mi hanno impressionato, da Sanfilippo a Novelli. Qualcosa mi ha dato il corso di incisione di Maccari, del resto questa tecnica mi piace molto, ma sono interessato anche all’affresco e all’encausto, tecniche quasi dimenticate che considero importanti per affrontare in modo completo l’espressione pittorica.

I primi lavori pittorici sono figurativi. Si tratta, per la maggior parte, di tempera su carta di dimensioni contenute, dai colori accesi e vivaci. I titoli sono descrittivi o evocativi, i soggetti sono interpretati in maniera istintiva, con temi del realismo fantastico. Ricorrenti animali (Arena, 1965; Il gallo rosso, 1965), figure femminili (Trasognata, 1964; Donna del sud, 1964; In cucina, 1965; Interno esterno, 1966; Nuda al sole, 1967; Silenziosa nostalgia, 1967; L’aristocratica, 1968; L’ultimo sole, 1968), ricordi d’infanzia (Embrione, 1964; Cavallina, 1964; Memorie, 1967; Mia madre, io 1967), come sfondo il paesaggio siciliano.

Eventi Artistici

1953

A Milano apre il Padiglione d’Arte Contemporanea (PAC), progettato da Ignazio Gardella.

1954

Ludwig Mies van der Rohe disegna il Seagram Building di New York.

Robert Rauschenberg realizza Minutiae, uno dei primi combine painting.

Jasper Johns crea la sua prima Flag.

1955

Victor Vasarely redige Notes pour un manifeste (cinétisme).

A Kassel si inaugura documenta, curata da Arnold Bode con la collaborazione di Werner Haftmann.

1956

Alla Whitechapel Gallery di Londra inaugura This is Tomorrow.

1957

Al Jewish Museum di New York inaugura The New York School – Second Generation.

A New York apre Leo Castelli Gallery.



Emergono anche raffigurazioni di scene di vita sociale, con attenzione alle questioni di costume, legate alla sua terra d’origine o all’attualità: Articolo 587, 1964 rappresenta un adulterio punito; A Marthin Luther King, 1966 è un omaggio al leader del movimento per i diritti civili degli afroamericani.

Sperimenta con la xilografia e con la linoleografia e l’acquaforte. In questi lavori, il rapporto con l’immagine è più aspro, accentuato dal solo bianco e nero. La ricerca grafica ha ampia rilevanza: padroneggia le tecniche tanto che, al ritorno a Catania, inserirà nel suo studio anche un torchio e seguirà le produzioni incisorie anche per altri artisti.

Per Mustica  – e sin dalle prime opere, le esperienze figurative degli anni dell’apprendistato, una figurazione sostanzialmente e drammaticamente espressiva, sino all’approdo in un’area decisamente astratto-informale – il rapporto con la propria terra è stato epidermico. E dettato cioè dal recupero di minime sensazioni, di “arie” che attivano i ricordi, come segni invisibili lasciati dal tempo, come il blu reso luminoso dal vento fresco di tramontana che spira sui lidi della costa ionica. [i]

[i] Massimo Bignardi, Arie colorate in Claudio Cerritelli (ed.), op. cit., p. 6

Eventi Artistici

1958

Alla Galleria Civica d’Arte moderna di Milano inaugura The New American Painting – La nuova pittura americana.

La rivista “Architectural Design” pubblica The Arts and the Mass Media di Lawrence Alloway, in cui viene coniato il termine mass popular art.

Lucio Fontana inizia il ciclo dei cosiddetti Tagli.

A Parigi Yves Klein tiene la prima Antropometrie.

1959

A New York viene inaugurato il Guggenheim Museum, realizzato dall’architetto Frank Lloyd Wright.

A Milano nasce il Gruppo T.

A Milano apre la galleria Azimuth con la mostra Linee di Piero Manzoni.



Nel 1968 si sposa con Anna Rita Maccarone, da cui, nel 1970 ha un figlio, di nome Alessandro. Poco tempo dopo, la relazione si conclude. Nel 1973 conosce Anna Amato, sua compagna fino al 1982.

Al termine degli studi all’Accademia di Belle Arti di Roma, nel 1969, torna in Sicilia, dove inizia a insegnare discipline pittoriche all’Istituto d’arte di Catania fino al 1991. Parallelamente all’insegnamento, svolge la sua pratica pittorica in due studi: prima in via Imbriani 181, poi in via Amore 4.

Ho insegnato con grande entusiasmo. Gli studenti mi davano del tu. Non esistevano più né cattedre, né registri. Si lavorava e si sperimentava insieme. Sono stato tra i primi a Catania a rivoluzionare l’insegnamento delle materie artistiche.

Eventi Artistici

1960

Esce nelle sale cinematografiche La dolce vita di Federico Fellini.

Alla Galleria Apollinaire di Milano apre Les Nouvelles Réalistes.

Giuseppe Capogrossi dipinge Superficie 333 e Superficie 324.

Giulio Turcato dipinge La Bava.

1961

Apre il Musée d’Art moderne de la Ville de Paris all’interno del Palais de Tokyo.

Roy Lichtenstein dipinge Look Mickey e Popeye.

1962

In Gran Bretagna, nascono i Beatles.

A Parigi apre la galleria di Ileana Sonnabend, con una personale di Jasper Johns.

Alla Galerie Parnass di Wuppertal si svolge Kleines Sommerfest, après John Cage, prima serata Fluxus.



Le opere della fine degli anni Sessanta e dei primi anni Settanta mantengono l’impronta figurativa: dipinge paesaggi, natura, animali, figure solitarie. Spesso gli occhi sono cerchiati, pieni di malinconia (Rabbia, 1968; Silenzio, 1969; Mia sorella in cucina, 1970; Inizio di primavera, 1970; Silenziosa e sola, 1971; Tre amori, 1973), che Mustica dichiara e riconosce espressamente. I titoli raccontano il legame con i fenomeni naturali e con l’ambiente, ma nelle figure antropomorfe e zoomorfe si annuncia l’inizio di una visione scompositiva: le linee si sfaldano, le strutture sono meno definite e riconoscibili, mentre i colori rimangono accesi e dai toni caldi.

L’adesione alla pittura come forma congeniale al proprio vitalismo cromatico avviene precocemente, a metà degli anni sessanta, quando Mustica si affaccia al mondo dell’arte attraverso la realtà difficile e provinciale della sua città, Catania. Le prove iniziali sono legate al filone del realismo figurativo che in Sicilia, non solo a quei tempi, condizionava fortemente la formazione pittorica di un giovane artista. La figurazione è comunque per Mustica una maniera istintiva di fare pittura, i rapporti con l’ambiente culturale che cresce intorno a modelli artistici come Emilio Greco o Renato Guttuso sono occasionali e non programmatici, in sostanza assai rari. Intenso è invece il desiderio di cogliere nello strumento espressivo della “figura” l’emozione immediata del segno, l’invenzione personale del colore, vale a dire aspetti slegati dalla retorica del realismo figurativo. Non è che il giovane Mustica sia estraneo ai modelli di quest’area culturale, riesce tuttavia a tradurli in libere interpretazioni, oscillando dalle forme d’arte siciliana legata ai cantastorie fino alle figure del mondo contadino. Ciò che prevale è la mitologia del paesaggio, il senso del colore come gioia e vitalismo, l’idea di un sentimento cromatico che la straordinaria terra di Sicilia suggerisce come luogo di meditazione e di creazione della forma.[i]

[i] Claudio Cerritelli, Il sentimento cromatico 1980-1989, in Claudio Cerritelli e Tonko Maroević (ed.), Mustica 1980-1995, Hefti Edizioni, Milano, pp. 14-15

Eventi Artistici

1963

Jackson Mac Low e La Monte Young pubblicano l’antologia An Anthology of Chance Operations, in cui appare anche il testo teorico Concept Art di Henry Flynt.

Andy Warhol realizza il ciclo Disaster.

Dan Flavin realizza The nominal three (to William of Ockham).

1964

Jean-Paul Sartre rifiuta il Premio Nobel per la letteratura.

Alla Whitechapel Gallery di Londra inaugura The New Generation. L’evento verrà ripetuto anche nel 1965, 1966 e
1968.

Joseph Beuys realizza le prime Aktionen: Der Chef, Das Schweigen, Marcel Duchamps wird überwertet.

1965

Robert Motherwell realizza Lyric Suite.

Joseph Kosuth presenta One and three Chairs.

1966

Allo Stedelijk Museum di Amsterdam apre New Shapes of Color.

Mario Schifano dipinge Il futurismo rivisitato.

Yayoi Kusama realizza Narcissus Garden.

1967

Alla Galleria La Bertesca di Genova inaugura Arte Povera, curata da Germano Celant.

David Hockney dipinge A Bigger Splash.

James Turrell realizza Afrum.



Dalla metà degli anni Settanta, i piani si sovrappongono, le cromie si sedimentano. La negazione della figura avviene all’inizio sotto impulso informale tramite scomposizione dell’immagine, poi si stabilizza nella ricerca delle origini astratte del segno o del colore. Introduce nei lavori l’ecoline e il punteruolo, con cui incide e graffia le superfici. Le figure sono sempre meno individuabili, se non per i titoli che mantengono funzione descrittiva (L’albero, 1974; L’aquilone, 1974; La nuvola, 1974; Il tuono, 1974). La serie dei Volti (1974) anticipa l’idea di ciclo, di serialità, un tema e un metodo di lavoro che ritorneranno nella produzione degli anni successivi.

In questo periodo, i riferimenti principali per l’artista sono i fauves, Matisse, Picasso, l’espressionismo tedesco.

Eventi Artistici

1968

Inaugura la XIV Triennale di Milano, con tema Il Grande Numero. Durante l’inaugurazione, l’Associazione Pittori e Scultori di Milano organizza una protesta che sfocia nell’occupazione del Palazzo dell’Arte.

Negli Stati Uniti, Valerie Solanas spara a Andy Warhol all’entrata dello studio dell’artista.

A Venezia il festival del cinema viene contestato da un vasto schieramento di registi e attori. L’apertura viene posticipata.

In occasione dell’inaugurazione della 34. Esposizione Biennale Internazionale d’Arte – la Biennale di Venezia scoppiano accese contestazioni da parte degli studenti, appoggiate da molti artisti. Conseguenza è l’abolizione dei “Gran premi”, che vengono ripristinati nel 1986.

Mario Merz realizza Giap’s Igloo.

Christo realizza a Berna Wrapped Kunsthalle.

Alla Paula Cooper Gallery di New York, Sol LeWitt realizza Wall Drawing n.1.



Comincia a viaggiare, per lunghi periodi, senza programmare i propri percorsi e senza raccontare, al ritorno, dettagli dei luoghi visitati. Sono occasioni che lo porteranno in contatto con le produzioni artistiche internazionali contemporanee e che determineranno il cambiamento dal figurativo all’informale. Visita il Polo Nord, i Paesi del Nord e dell’Est Europa, in particolare Ungheria, Repubblica Democratica Tedesca, Berlino. Nel 1977 è a Copenaghen, in Danimarca, per eseguire pitture murali per un parco giochi. L’anno seguente, nel 1978, va a Parigi, in Francia, per lo stesso motivo.

Il 1979 è l’anno della prima mostra personale. Siamo a Pavia, nel Palazzo Comunale.

Eventi Artistici

1969

Dario Fo presenta per la prima volta l’opera teatrale Mistero buffo.

In USA si tiene a Bethel, nello stato di New York, il festival di Woodstock.

Alla Kunsthalle di Berna si inaugura When attitudes become form, curata da Harald Szeeman.

Jannis Kounellis espone Cavalli alla Galleria L’Attico di Roma.

1970

Inaugura la prima edizione di Art Basel.

Robert Smithson realizza Spiral Jetty nell’acqua del Great Salt Lake (Utah).

1971

Al Los Angeles County Museum inaugura Art and Technology curata da Maurice Tuchman.

Anselm Kiefer dipinge Mann im Wald.

Vito Acconci esegue Seedbed.

Chris Burden esegue Shoot.



Negli anni sessanta, l’inventario artistico di Mustica, alla prese con una febbrile passione giovanile per riprogettare l’universo dei segni, è confinato tra i valori e i colori della sua terra: la Sicilia. La linea dell’orizzonte azzurro, che separa il cielo dal profilo dei monti di Adrano da cui svetta l’Etna, è ricca di figure, misteriose e apparentemente semplici. Ad ogni sguardo il filo che disegna i profili di quella terra tumultuosa per definizione, propone ulteriori coniugazioni delle visioni e nuove interpretazioni. Il mondo sta cambiando, in quei primi anni sessanta. Anche nell’isola c’è aria di sommossa. All’Istituto Statale d’Arte di Catania, Mustica incrocia la sua vitalità giovanile al clima eccitante sprigionato da una generazione decisa a reinventare il mondo e che di li a poco avrebbe “mandato tutti in 68”. C’è caldo in quegli anni in cui aspiranti artisti e giovani contestatori esaminano, a fianco dei loro insegnanti, il ruolo dell’arte nella società moderna, costruiscono possibilità teoretiche e pratiche di espressione, ingegnano laboratori per il sopravvenire della fantasia al potere. All’inizio degli anni settanta i nuovi critici dell’arte moderna approdano in Sicilia. Il dibattito è serrato, centrato sulle influenze-confluenze tra Pop Art e Arte Povera. Si confrontano le idee, emergono le differenze tra Stati Uniti d’America e Italia. Nei suoi soggiorni a Roma, New York e Milano, Mustica si prodiga per incontrare artisti contemporanei con cui scambiare le esperienze e discutere le tesi. Man Ray, Francis Picabia, Jackson Pollock, Picasso, Marcel Duchamp, Antoni Tâpies, Andy Warhol, Joseph Delaney, William Johnson, sono i maestri dell’arte contemporanea e i modelli d’ispirazione radicale dei nuovi artisti italiani che negano valore al mondo del consumo e delle merci e propongono l’etica come primato dell’arte. I criteri concettuali per indagare il mondo fisico e l’esperienza umana diventano gli strumenti di dialogo tra l’arte e la gente.[i]

[i] Fortunato D’Amico, Cibo per la mente, in Fortunato D’Amico (ed.), Mustica. Sparkle, Charta, Milano, 2012, p. 11

Eventi Artistici

1972

Vittorio De Sica vince il suo quarto Oscar con Il giardino dei Finzi Contini, tratto dal romanzo di Giorgio Bassani.

A Milano, la direzione del Piccolo Teatro viene affidata a Giorgio Strehler.

Enrico Baj dipinge I funerali dell’anarchico Pinelli.

Franco Vaccari presenta Lascia su queste pareti una traccia fotografica del tuo passaggio.

Gino De Dominicis presenta La seconda possibilità di immortalità (L’universo è immobile).

1973

Elvis Presley si esibisce nel primo concerto trasmesso in diretta in mondovisione.

In occasione della mostra Contatto Arte/Città alla Triennale di Milano, Giorgio de Chirico realizza nel Parco Sempione i Bagni misteriosi e il Teatro Continuo.

1974

Allo Studio d’Arte Cannaviello di Roma inaugura Narrative Art.

Marina Abramovic esegue Rhythm O.

1975

Al Kunstverein di Amburgo inaugura Körpersprache – Body Language.

1976

Sandro Chia dipinge A te cucciolo inflessibile.

Tony Cragg realizza Four Plates.

1977

Alla Galleria Civica d’Arte Moderna di Torino inaugura Arte in Italia 1960-1977, curata da Renato Barilli, Antonio Del Guercio e Filiberto Menna.

A Parigi apre al pubblico il Centre Georges Pompidou, progettato da Renzo Piano e Richard Rogers.

A Münster inaugura Skulptur Projekte, diretto da Kasper Koenig.

Mimmo Paladino dipinge Silenzioso mi ritiro a dipingere un quadro.

Cindy Sherman realizza Untitled Film Still.

1978

Al Whitney Museum di New York inaugura New Image in Painting, curata da Richard Marshall.

Cy Twombly dipinge Goethe in Italy.

1979

Ad Acireale inaugura Opere fatte ad arte, curata da Achille Bonito Oliva.